LOFFICINA

analisi e denucia degli stereotipi di genere nella comunicazione


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GenerAzioni

GENER-AZIONE TUTTO UNITO.ai

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Le campagne sociali hanno una caratteristica in comune: il piacere di farle. Un piacere che nasce dal trattare un argomento di rilevanza sociale, che coinvolge spontaneamente tutti. Per questa campagna l’entusiasmo e l’orgoglio di quelli che hanno contribuito alla sua realizzazione ci accompagna ancora oggi. Risale al 2008 “LA PARITA’ MOLTIPLICA LE OPPORTUNITA’. PER TUTTI.”

La campagna è stata realizzata grazie a Marta Levi, allora Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Torino che l’ha fortemente voluta, all’agenzia Orange 021 ed alla casa di produzione Giorgio Risi, che ci hanno creduto ed hanno offerto a titolo completamente gratuito il loro contributo. Si tratta della prima campagna nazionale volta a contrastare stereotipi e pregiudizi culturali e sociali di discriminazione firmata dall’Associazione Scambiaidee di cui facevo allora parte che, grazie al patrocinio della Fondazione Pubblicità Progresso, ha ottenuto una buona pianificazione sulle reti televisive nazionali, sia pubbliche sia private ed una seconda campagna di rilancio nel 2010, oltre ad  un’ottima affissione: all’aereoporto di Milano Malpensa il poster di 6 metri per tre ha accolto i viaggiatori in transito per 15 giorni. Oggi sarebbe molto più difficile. L’obiettivo della campagna era rivalutare il lavoro domestico e di cura svolto dalle donne e ridistribuirlo all’interno della coppia, scardinando gli stereotipi relativi alla predisposizione femminile per tali lavori, ma anche far riflettere gli uomini, portandoli a capire come una coppia è fatta da due persone, e non da una soltanto. L’argomento è la drammatica disparità tra uomo e donna nel tempo dedicato ai lavori domestici e di cura dei figli, una disparità che si trasforma in una pesante zavorra per le donne italiane, a discapito della loro crescita professionale. Come dimostravano chiaramente i dati del 2007 dello Studio del World Economic Forum, le donne italiane dedicano alla casa e alla famiglia più tempo rispetto alle donne dell’Europa occidentale. E se nel 2007 il divario tra uomini e donne (The Global Gender Gap Report) collocava il nostro Paese all’ultimo posto in Europa e all’84^ nel mondo, lo stesso studio del 2014 segnala un progresso: siamo salite al 69^ posto! Un messaggio di forte impatto: come abbiamo visto, lo spot mostra due mani impegnate a svolgere lavori domestici. Solo alla fine scopriamo che le mani appartengono ad un uomo. Uno speaker chiarisce che “Non esistono lavori femminili o maschili. Ci sono cose da fare insieme”. Analogamente, la campagna stampa mostra uomini alle prese con lavori di casa. Qui, la headline sottolinea con ironia che “ci sono donne che non devono chiedere mai”, con un ammicco evidente a un famoso spot degli anni ’80. La subhead chiarisce però che, purtroppo, non si tratta delle donne italiane, perché nel nostro paese troppi uomini ancora oggi non condividono i lavori domestici e di cura. Entrambi i messaggi hanno un importante concetto in comune, il concetto cardine della campagna: la parità moltiplica le opportunità, per tutti. Non solo per le donne, ma anche per gli uomini che riceverebbero qualcosa di molto prezioso e insostituibile: passare più tempo con i propri figli. Alla luce di quanto emerso nel corso della mattinata, forse sarebbe il caso di riproporla.

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Venaria contro la violenza sulle donne

Venaria contro la violenza sulle donne

Lunedi 25 Novembre 2013

Teatro della Concordia

lofficina venaria25 nov 2013

Giornata dedicata

Saluto delle Autorità:  Sindaco Dott. Giuseppe Catania ,

Assessore Pari Opportunità Provincia di Torino 

Prof.ssa Mariagiuseppina Puglisi

Assessore Pari Opportunità Arch. Rossana Schillaci

Assessore Sistema EducativoDott.ssa Fosca Gennari

Dalle ore 9,20 alle ore 9,40  intervento Elena Rosa e Elena Imberti (LOFFICINA)

Dalle ore 9,40 alle ore 9,50 intervento ragazzi Casa di Carità (proiezione immagini)

Dalle ore 9,50 alle ore 10,10 Intervento  Marco Bertoluzzo (criminologo, giurista)

Dalle ore 10,10 alle ore 10,30 Intervento Luca Vivalda (Comandante Polizia Municipale Venaria Reale)

Dalle ore 10,30 alle ore 10,50 Intervento musicale a cura del Liceo Juvarra

INTERVALLO  – circa ‘15

Dalle ore 11,10 alle ore 11,30 Intervento Laura Cima ( scrittrice)

Dalle ore 11,30 alle ore 11,40 Intervento musicale a cura del Liceo Juvarra

Dalle ore 11,40 alle ore 12,00 Intervento Paola Fuggetta (sostituto commissario ufficio minori questura di Torino)

Dalle ore 12,00 alle ore 12,30 Dibattito

moderatore:

Giornalista de La Stampa Gianni Giacomino

 


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http://www.change.org/it/petizioni/fiat-ritiri-lo-svilente-spot-sessista-della-500-s?share_id=auwpmoWSws&utm_campaign=autopublish&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition

Fiat ritiri lo spot svilente

11 novembre 2013 di  4 commenti

Un uomo giacca e cravatta, un uomo in carriera e un po’ tontarello si ferma davanti ad una Fiat 500S e ne rimane affascinato. Ad un certo punto una giovane donna prende il posto dell’auto. Aggredisce il ragazzo e poi diventa docile e ammaestrabile, seducendolo. Rieccoci al binomio donne e motori. Da parecchi anni le donne vengono accostate alle automobili evocando l’immaginario maschile. Agli uomini servono poche cose per essere felici: una bella auto e una bella donna. Da sempre la donna viene paragonata ad un oggetto: come un’auto va usata. Se è nuova è perfetta, se è “di seconda mano”, dunque se ha avuto un altro compagno/padrone, ha meno valore (come ne parlai in un post). Donne e motori sono gioie e dolori per gli uomini evocando una serie di stereotipi come quello della donna che va conquistata con una bella auto e un bel portafoglio.

500s

Alle fiere automobilistiche ogni anno è sempre la solita minestra. Auto affiancate da belle donne, perchè le donne si accostano alle auto ma non devono guidare perché se no fanno danni, come vuole lo stereotipo “donna al volante, pericolo costante”. Ecco che l’automobile diventa un prodotto maschile per eccellenza rafforzando così questi vecchi stereotipi. Sergio Marchionne, dirigente del gruppo Fiat,  aveva già dato prove esplicite di misoginia: “L’ultima volta che le ho viste erano completamente vestite. Tu devi abitare da qualche parte dove le donne portano pantaloni lunghi e non hanno tacchi alti. Mi dispiace per te”, si rivolse ad un giornalista svedese, facendo pure una figuraccia perché la Svezia è il paese dove le donne stanno meglio e non è governata dalla shar’ia.

(leggi tutto l’articolo)

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/11/11/fiat-ritiri-lo-spot-svilente/


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Video montaggio MA LE DONNE

”ma le donne”

Con l’intento di creare una raccolta esemplificativa degli stereotipi di genere nella comunicazione pubblicitaria, LOFFICINA, in collaborazione con il Comune di Torino e su suggerimento dell’Assessore Marta Levi, ha realizzato un video contro gli stereotipi di genere della pubblicità dal titolo Ma le donne – l’immagine femminile nella pubblicità televisiva.

maledonne

Si tratta di un montaggio di spezzoni di spot in cui le donne sono protagoniste, che vuole rappresentare i tre stereotipi di genere riprodotti dalla pubblicità: donna oggetto, casalinga perfetta e mamma felice. Il videomontaggio è «sintesi» di quarant’anni di comunicazione pubblicitaria, volutamente in bianco e nero, per sottolineare come gli stereotipi femminili siano rimasti identici, praticamente INALTERATI nel corso dei decenni e per dimostrare che la comunicazione non sta al passo con l’evoluzione della società.

Guarda il videomontaggio:

http://www.youtube.com/watch?v=6ulPkXGN3AM


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Campagna a favore della rappresentanza femminile

SE CRESCONO LE DONNE CRESCE IL PAESE

SE NON ORA, QUANDO?

La prima proposta di una campagna nazionale d sensibilizzazione a favore delle pari opportunità di genere nella rappresentanza femminile a cura di Se non ora, quando?  realizzata dall’Associazione LOFFICINA con il patrocinio di Pubblicità Progresso

RELAZIONE snoq def

Guarda lo SPOT:

http://www.senonoraquando.eu/?p=12728

La CAMPAGNA AFFISSIONE:

snoq_13_12_2012